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martedì 18 settembre 2007

M. Olmert fixe des objectifs limités à la conférence de paix prévue à Washington


Michel Bôle-Richard, Le Monde, 17/09/07. Le premier ministre israélien, Ehoud Olmert, a considérablement refroidi les espoirs d'une avancée majeure des négociations avec les Palestiniens, dans la perspective d'une réunion internationale, vers la mi-novembre, aux Etats-Unis. Malgré trois rencontres, en août, entre M. Olmert et M. Abbas, les pourparlers n'ont guère progressé. Après les derniers entretiens, il avait été décidé de constituer une groupe de travail afin de faire avancer les discussions. Il devrait se réunir pour la première fois cette semaine afin de tenter d'aboutir à une position commune. Pour le moment, les divergences sont profondes. Les Israéliens souhaitent se cantonner à une déclaration
REUTERS/POOL
Ehoud Olmert et Tzipi Livni, dimanche 16 septembre à Jérusalem.
générale en vue d'objectifs communs sans s'avancer sur un calendrier. Tzipi Livni, ministre des affaires étrangères ne cesse de répéter que la réunion de Washington ne sera pas le cadre pour engager des négociations. Pour le moment, ni le lieu, ni les invités, ni l'objet même de cette réunion ne sont fixés.

De leur côté, les Palestiniens veulent parvenir à un document détaillé, avec un agenda pour sa mise en place. Mahmoud Abbas insiste pour que les question fondamentales que sont la délimitation des frontières, le statut de Jérusalem et le douloureux problème du retour des réfugiés soient abordées afin que la création d'un Etat palestinien, que tout le monde affirme appeler de ses voeux, soit véritablement au centre des pourparlers. L'un de ses proches conseillers, Nimr Hamad, a indiqué que, si la réunion de Washington "ne sert qu'à entériner une déclaration commune, cela ne vaut pas la peine d'y aller".

C'est dans ce climat que Condoleezza Rice, secrétaire d'Etat américaine, doit arriver, mardi 18 septembre, pour une visite de deux jours afin de se rendre compte de l'état d'avancement des discussions. Il ne reste plus que deux mois pour trouver la bonne formule permettant de relancer les pourparlers après sept années de blocage. Pour le moment, ni le lieu, ni les invités, ni l'objet même de cette réunion ne sont fixés.

Comme a déjà averti Amr Moussa, président de la Ligue arabe : "Nous devons nous opposer aux tentatives de vider la réunion de son sens dont je vois le signe dans certaines déclarations israéliennes." De leur côté, les Saoudiens ont clairement fait savoir qu'ils ne participeraient pas à cette réunion "si elle ne répond pas aux problèmes essentiels".

sabato 28 luglio 2007

Olmert Competes with the Arabs

Maher Othman. Al-Hayat. 27/07/07. Olmert, as a student of his predecessor Ariel Sharon, understands that there is no need to embarrass any party that pushes for a peaceful settlement to the Arab-Israeli conflict - particularly if this party happens to be the United States. He understands that Israel can accept any reasonable peace settlement in principle, and then proceed to render it meaningless by adding conditions and amendments. This was the tactic used by Sharon when he built his wall under the pretext of preventing the entry of suicide bombers to Israel, only to follow it up with a massive program of colonial expansion in the West Bank. Olmert learned to make all the right noises following U.S. overtures for a peace deal and then proceed to dismantle and sabotage these overtures before they could lead to a genuine settlement. This is precisely what Sharon did when he ostensibly embraced the American Road Map for peace and then set about clipping its wings and rendering it meaningless - eventually using it to advance Israeli interests. Meanwhile, instead of lobbying the United States and meeting the pressure of pro-Israeli groups with pressure of their own, the Arab governments continue to chase shadows.

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lunedì 16 luglio 2007

Palestina, al via vertice tra Olmert e Abu Mazen

l'Unità.it. 16/07/07. È cominciato nella residenza del capo del governo a Gerusalemme l'incontro tra il premier israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese, Abu Mazen. Si tratta del primo incontro tra i due da tre settimane. L'ultimo faccia-a-faccia tra Olmert ed Abu Mazen era avvenuto il 25 giugno, in occasione del summit nella località egiziana di Sharm el-Sheikh, al quale avevano partecipato anche Giordania ed Egitto. Il presidente palestinese, giunto da Ramallah protetto da imponenti misure di sicurezza, è accompagnato da due suoi consiglieri, Saeb Erekat (ex negoziatore) e Taufik al-Husseini.

Assente invece, come previsto, il premier, Salam Fayyad, che potrebbe incontrare separatamente Olmert nei prossimi giorni. Nel corso dell'incontro Olmert e Abu Mazen discuteranno le misure da adottare per rafforzare la leadership di al Fatah in Cisgiordania. Il premier Fayyad ha tuttavia avvertito nel corso di una intervista, che nessuna concessione israeliana risulterà davvero efficace se non verrà accompagnata da una ripresa di negoziati che riguardino il futuro a medio e lungo termine per i territori palestinesi. I consiglieri del premier israeliano, da parte loro, alla vigilia dell'incontro hanno sottolineato la necessità che la leadership palestinese dimostri di voler procede nell'isolamento nei confronti di Hamas.

Negli ultimi giorni, l'esecutivo di Olmert ha compiuto una serie di gesti di disponibilità verso l'esecutivo formato da Abu Mazen dopo che il movimento Islamico Hamas ha preso il potere nella Striscia di Gaza: ha liberato 250 prigionieri palestinesi, in maggioranza uomini di al-Fatah (senza delitti di sangue e con condanne minori ad un anno) e si è impegnato a smettere di dare la caccia a 90 miliziani ricercati. In cambio, le Brigate dei Martiri di al-Aqsa hanno annunciato la fine della lotta armata contro Israele. Nell'incontro il premier israeliano chiederà ad Abu Mazen di mantenere l'attuale politica di rottura con Hamas mentre è probabile che il leader palestinese chieda ad Olmert di riprendere i negoziati per un accordo di pace globale.

Poche ore dopo l'incontro odierno, il presidente Usa, George W. Bush, pronuncerà un discorso di appoggio al governo diretto da Salam Fayyad e parlerà anche del ruolo dell'ex premier britannico, Tony Blair, come inviato in Medio Oriente del "quartetto di Madrid" (il team dei "mediatori" formato da Onu, Stati Uniti, Unione Europea e Russia). Bush offrirà il suo appoggio ad Abu Mazen e ripeterà il suo impegno per una soluzione del conflitto israelo-palestinese, a partire dalla coesistenza dei due Stati. Il discorso, secondo il quotidiano israeliano Haaretz, era pronto da tre settimane, ma il presidente ne aveva rinviato la lettura, dopo la conquista di Gaza da parte di Hamas. Adesso, però, Bush non vuole più aspettare perchè considera essenziale manifestare il suo appoggio pubblico a Fayyad, l'economista che ha lavorato anche alla Banca mondiale a Washington, a cui è affidato la speranza di ripresa del processo di pace nella regione.