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sabato 29 settembre 2007

La guerra ai bambini di Gaza

ariannaeditrice.it, 28/09/07. Originale da: Los Angeles Times Come conseguenza delle sanzioni israeliane, una intera generazione di Palestinesi di Gaza sta venendo su in maniera distorta: fisicamente e nutrizionalmente distorta perché non c'è abbastanza da mangiare; emozionalmente distorta per la pressione rappresentata dal vivere in una prigione virtuale affrontando continuamente la minaccia di essere distrutti o cacciati via; intellettualmente e accademicamente perché non riescono a concentrarsi -- o, nel caso che ci riescano perché stanno cercando di studiare in circostanze che nessun bambino dovrebbe conoscere. Anche prima che Israele questa settimana dichiarasse Gaza "territorio ostile" -- evidentemente per preparare il terreno al taglio delle ultime forniture di combustibile o elettricità per un milione e mezzo di uomini, donne e bambini -- la situazione era terribile. Un numero crescente di famiglie palestinesi a Gaza non sono in grado di fornire ai propri bambini che un solo e povero pasto al giorno, per lo più riso e lenticchie bollite. Frutta fresca e verdure sono fuori dalla portata di molte famiglie. Carne e pollame sono carissimi. Gaza si affaccia sulle ricche acque del mediterraneo, ma il pesce è inesistente nei suoi mercati per le limitazioni poste dalla marina israeliana ai movimenti dei pescatori. "L'idea", dice Dov Weisglass, un consigliere del governo israeliano, "è mettere i Palestinesi a dieta, ma non farli morire di fame".


Come risultato del blocco da parte di Israele della maggior parte delle importazioni ed esportazioni, e di altre politiche rivolte a punire la popolazione, circa il 70% della forza lavoro di Gaza non ha un impiego, secondo le Nazioni Unite, e circa l'80% dei suoi abitanti vive in condizioni logoranti. Circa un milione e 200 mila persone dipendono ora per la loro sopravvivenza su forniture umanitarie di cibo da parte delle Nazioni Unite o altre agenzie internazionali, senza cui, come dice Kirstie Campbell del World Food Program, "conoscerebbero l'inedia".


Come risultato dell'assedio, a Gaza non mancano solo le stoffe per fare abiti e altri beni essenziali, ma anche la carta, l'inchiostro ed altre cose necessarie a scuola. Un terzo dei bambini di Gaza ha iniziato l'anno scolastico senza i necessari libri di testo. John Ging, il direttore per Gaza dell'UNRWA (l'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi), le cui scuole si prendono cura di 200.000 bambini a Gaza, ha avvertito che i bambini arrivano a scuola "affamati e incapaci di concentrarsi".

Israele sostiene che le sue politiche a Gaza hanno lo scopo di esercitare pressione sulla popolazione palestinese perché questa faccia a sua volta pressione su quelli che lanciano razzi artigianali da Gaza sulla città israeliana di Sderot. Questi attacchi con razzi sono sbagliati. Ma è anche sbagliato punire una intera popolazione per le azioni di pochi -- azioni che gli studenti di Gaza e i loro genitori sotto assedio non sono in grado di fermare.

Si tratta di una violazione del diritto internazionale per punire collettivamente più di un milione di persone per qualcosa che non hanno fatto. Secondo la Convenzione di Ginevra, di cui è un paese firmatario, Israele ha l'obbligo di assicurare il benessere delle persone su cui ha scelto di imporre un'occupazione militare da più di quarant'anni.

Invece ha calpestato la legge. Ha ignorato le ripetute richieste del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha reagito sprezzantemente alla decisione della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aya. Ciò che John Dugard, osservatore speciale per i diritti umani delle Nazioni Unite nei territori occupati, definisce "l'accortamente orchestrato" strangolamento di Gaza -- agli occhi di un mondo indifferente -- è esplicitamente parte di questa strategia. "L'idea", dice Dov Weisglass, un consigliere del governo israeliano, "è mettere i Palestinesi a dieta, ma non farli morire di fame".

Tradotto da Gianluca Bifolchi

Originale da: Los Angeles Times

Articolo originale pubblicato il 22 settembre 2007

Saree Makdisi is a professor of English literature at UCLA and the author of "Palestine Inside Out: An Everyday Occupation," forthcoming from Norton.

Gianluca Bifolchi è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

URL di questo articolo su Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=3768&lg=it


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venerdì 21 settembre 2007

Here's to you, Condoleezza Rice


Laila and her son Yousuf

Laila El-Haddad, a-mother-from-gaza.blogspot, 19/09/07.

Firstly, a blessed and joyous Ramadan to everyone. I only wish it was so joyous an occasion for my friends and family in Gaza.

Today Israel officially announced Hamas a "hostile entity" (although that sort of had me confused-is this to say they were of "friendly entity" status before??). And made the decision to cut fuel and electricity, once again.

But fear not, country folk. U.S. Secretary of State Condoleezza Rice confirmed reassuringly that the U.S. "would not abandon the innocent Palestinians". Foreign Minister Tzipi Livni also said that Israel will continue to supply Gaza's humanitarian needs, just not "all the needs that are more than the humanitarian".

... except for fuel. Oh, and electricity. So don't worry, people of Gaza, you won't starve (remember: you are on a diet). You will get to eat your (cold) Ramadan iftars,-only in the dark, and of course no water to wash down that meal (or your clothes, for that matter) since the pumps are driven by electricity. And no gas to heat your food or houses with come winter. And you'll have to consume what you get quickly, since the refrigerators (both yours and the supermarket's) won't work without power. And don't even THINK about getting sick-prevention is your best insurance policy now. Hospital ICUs will have to be powered by generators. Kidney dialysis? Start writing a will. Baby formula? Breastfeed. Vaccinations? Stay home from school.

"Civilian levers" is what the Israeli cabinet has mockingly decided to call these "measures" of collective punishment. No doubt this sick euphemism was the brain-child of the ever-reliable Dov Weisglass, of "the Gaza diet" fame.

And remember, you are the "innocent Palestinians" stuck in the middle of all of this.

Now how about some thank you notes to Condi? Its Ramadan, after all, the month of mercy, forgiveness and thanks.

martedì 31 luglio 2007

A Warning to Tony

Uri Avnery's Column, gush-shalom, 28/07/07. Everybody knows that there is only one way to strengthen Abu Mazen: immediately to start rapid and practical negotiations for the establishment of the State of Palestine in all the occupied territories, with its capital in East Jerusalem. Not more discussions about abstract ideas, as proposed by Olmert, not another plan (No. 1001), not a "peace process" that will lead to "new political horizons", and certainly not another hollow fantasy of that grand master of sanctimonious hypocrisy, President Shimon Peres.

THE NEXT scene of the play, for which all the actors are now learning their lines, is the "international meeting" this autumn, according to the screenplay by President Bush. Condoleezza will chair, and it is doubtful whether Tony, the new actor, will be allowed to take part. The playwrights are still deliberating.

If all the world is a stage, as Shakespeare wrote, and all the men and women merely players who have their exits and their entrances, that is true even more for Israel and Palestine. Sharon exited and Olmert entered, Wolfensohn exited and Blair entered, and everything is, as Sakespeare wrote in another play, "words, words, words."

Wolfensohn can view the next parts of the play with philosophical detachment. We, who are involved, cannot afford that, because our comedy is really a tragedy.

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